Viva l’Italia e i suoi marchi di fabbrica

Sanremo 2026 Achille Lauro
Sanremo 2026 Achille Lauro

SANREMO – Il Festival della canzone italiana non può non rendere omaggio alla sartoria italiana nella scelta degli outfit sulla passerella festivaliera. Laura Pausini ha voluto omaggiare Re Giorgio e la maison Armani che ha portato il made in Italy nel mondo da sempre, quindi un’eleganza e uno stile inimitabili. Come lei hanno fatto Tommaso Paradiso e Levante, fasciata, quest’ultima, in quegli abiti rigorosi, colore della luna, fatti di luce.

Carlo Conti si è affidato ancora una volta al marchio tutto fiorentino (e non poteva essere diversamente) di Stefano Ricci. Sobrietà, eleganza, serietà.
Pilar Fogliati ha prediletto la creatività di Roberto Cavalli. Ermal Meta sceglie Trussardi che prova a vestire indirettamente anche l’emozione che racconta la canzone Stella Stellina, ponendo sul colletto e i polsini della camicia, ogni sera, il nome delle due stelline, Aisha e Amal. J-Ax con Ylenia Puglia omaggia Johnny Cash e la sua Man in black , il nero per ricordarsi degli ultimi, i senza speranza. Anche i giovanissimi LDA & Aka 7even si affidano alla stylist Ylenia Puglia. Gli unici che hanno voltato lo sguardo oltre le Alpi sono Lukè, che ha scelto Louis Vuitton, e la Lamborghini.

Sono stata a Parigi per le prove. Gli abiti sono scenografici – ha affermato con la consueta pacatezza l’Elettra Lamborghini – sono vere opere d’arte. Stupiranno tutti, solo che ci vogliono dieci minuti per indossarli.” chiosa l’artista.

Raf è fuori dal coro I miei abiti me li scelgo da me, non ho nessuno che mi aiuta, avrebbe puntualizzato, ma non è chiaro se l’aiuto lo cerchi o lo scansi!

Insomma l’abito non fa il monaco, racconta un antico proverbio. Ma per Sanremo non vale, qui al Festival è prioritario, anche più della canzone stessa… è imprescindibile, è una vetrina, no? No, è la Vetrina.

 

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