
Con il nuovo singolo “Pace Vegetale”, Federica Marinari apre una nuova fase della sua vita artistica e personale, frutto di un lungo periodo di riflessione e trasformazione interiore. Dopo anni trascorsi nel mondo dello spettacolo, l’artista ha sentito il bisogno di rallentare, riconnettersi con sé stessa e con la natura, e dare spazio a una visione più autentica e coerente del proprio sentire.
La canzone nasce come espressione spontanea di un dolore interiore, ma si trasforma in un inno alla semplicità e alla pace che solo il contatto con Madre Terra può offrire. Due anni vissuti a stretto contatto con la natura hanno permesso a Federica di ricostruire la propria identità artistica e personale, allontanandosi da dinamiche che non le appartenevano e trovando un equilibrio profondo tra ansia e serenità.
Ne abbiamo parlato direttamente con lei, per approfondire la nascita di questo nuovo progetto, i temi che lo attraversano e il cammino che l’ha portata fin qui.
C’è un momento specifico che ricordi come l’inizio della tua carriera musicale?
Non ricordo un momento preciso, più che altro è stato un percorso. La musica è sempre stata nella mia quotidianità e non sono mai stata incerta su quale sarebbe stato il mio “scopo lavorativo”. Poi col tempo le cose mutano, fa parte del cambiamento e da lì si capisce che direzione intraprendere.
Da dove trai principalmente ispirazione per le tue canzoni?
Nella quotidianità. In quello che osservo e vivo. Difficilmente tratto di temi che non sono intorno a me.
Ci sono temi o messaggi ricorrenti nelle tue canzoni?
Lo squilibrio della Terra generato dall’essere umano. Le gerarchie da esso create. La non accettazione del diverso. La mancanza di rispetto e l’egoismo umano. Più che mi informo e cerco di andare oltre a quello che viene presentato in facciata, più mi rendo conto di quanti danni stiamo facendo, di quanta poca empatia stiamo sviluppando. Mi fa soffrire molto questo.
Quali artisti o generi musicali ti hanno influenzato maggiormente?
Aurora mi piace moltissimo. Ha un modo tutto suo di scrivere, sperimenta moltissimo nonostante faccia musica fruibile per molti. Sono affascinata dalle sue tematiche e dal suo modo di porsi. Ti direi anche Olafur Arnalds, è un pianista e produttore islandese che ha la capacità di creare flussi sonori che cerco moltissimo in quello che scrivo.
Come valuti la tua evoluzione artistica nel corso degli anni?
Sono fiera di chi sono adesso, ho capito molte cose di me e questo è successo perché ho avuto il coraggio di prendere scelte difficili e poco comode. Mi piace il progetto che sto proponendo e l’energia che mi dà.
Qual è la tua canzone preferita da eseguire dal vivo e perché?
Pace Vegetale, entro in connessione con me stessa in una maniera pazzesca. Mi piace proprio farla live.
Da dove è nata l’idea per il tuo nuovo singolo?
Semplicemente ero in una situazione emotiva dolorosa. Facevo fatica a liberarmi del peso che avevo addosso. Mi sono messa al pianoforte e sono uscite molte delle parole che oggi sentite nella canzone. È stato tutto molto istintivo.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro in termini di carriera musicale?
Sto seguendo un flusso che non so dove mi porterà. Mi piacerebbe suonare più live, incontrare più persone che si rispecchiano nel mio modo di fare. Cerco di essere me stessa al 110% e vediamo cosa l’universo ha nel cassetto per me.

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