La serata dei duetti: promossi, bocciati e rimandati

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SANREMO – Una serata lunghissima e ricchissima: circa 186 artisti in scena per raccontare pezzetti di storia della musica in tutte le diverse declinazioni. C’è chi ha scelto il jazz, chi la sigla di cartoni animati, chi ha scomodato brani religiosi, chi si è affidato agli standars italiani di sempre. Ce n’era per tutti i gusti.
Io ho provato a stilare la mia personalissima, cattivissima pagella di gradimento, individuando quattro gruppi distinti: squalificati, bocciati, promossi, rimandati al prossimo giro.

Tra gli squalificati: Elettra Lamborghini con Las Ketchup “Aserejé”; Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso con l’ardita versione di “Su di noi”; Eddie Brock e Fabrizio Moro con “Portami via; Levante e Gaia con “I maschi”; Bambole di Pezza con Cristina D’Avena e gli “Occhi di gatto”. Non aggiungo altro.

I bocciati sono tanti ed ognuno per un preciso motivo: Malika Ayane con Claudio Santamaria “Mi sei scoppiato dentro il cuore” per lo squilibrato connubio tra la voce professionale di Malika e quella poco educata dell’attore; Raf con The Kolors “The riddle”; Nayt con Joan Thiele “La canzone dell’amore perduto”: troppo lamentosa e scolastica; Chiello, orfano di Morgan, con il maestro Saverio Cigarini “Mi sono innamorato di te“: stecche e stonature diffuse; Luchè con Gianluca Grignani per “Falco a metà”: imprecisi e calanti; Fedez & Masini con Stjepan Hauser “Meravigliosa Creatura”: noiosi e retorici.

I promossi non sono pochi, quindi, non sono poi così velenosa, solo critica: complimenti a Michele Bravi e Fiorella Mannoia con una “Domani è un altro giorno” essenziale e classica; Tredici Pietro e Galeffi, Fudasca & Band con “Vita” e il supporto emozionante di Gianni Morandi; J-Ax con Ligera County Fam: un’ occasione per festeggiare Cochi e Renato, attori straordinari troppo dimenticati con “E la vita, la vita”; Ditonellapiaga con Tony Pitony e “The lady is a tramp”: arrangiamento eccellente e interpretazione ottima; Leo Gassmann con Aiello e una versione struggente di “Era già tutto previsto”; Enrico Nigiotti con Alfa e un brano epocale di Bersani “En e Xanax”; Serena Brancale con Gregory Porter e Delia in una versione sofisticata e di spessore di “Besame Mucho”; Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma in una lettura onirica e originalissima di “Quello che le donne non dicono”, sicuramente la cover più bella in assoluto; Patty Pravo con Timofej Andrijashenko e “Ti lascio una canzone” per aver avuto coraggio nel condividere la canzone con la danza classica rappresentata da un’ etoile di eccezione; Tommaso Paradiso con Stadio con una proposta grintosa ed esaltante “L’ultima luna” condivisa con il maestro Curreri; Sayf con Alex Britti e Mario Biondi “Hit the Road Jack”: grande sound,  eccellente ritmo; Ermal Meta con Dardust “Golden Hour” in versione quasi acustica e intimista.

Nei “Rimandati al prossimo giro” ho inserito quei duetti che, a mio parere, hanno lasciato perplessità nell’esecuzione, nelle scelte, negli abbinamenti: Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas “Il mondo”; Fulminacci con Francesca Fagnani “Parole Parole”; LDA & AKA 7EVEN con Tullio De Piscopo “Andamento lento”; Mara Sattei con Mecna “L’ultimo bacio”; Francesco Renga con Giusy Ferreri “Ragazzo solo, ragazza sola”; Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci “Baila Morena”; Sal Da Vinci con Michele Zarrillo “Cinque giorni”.

Fine della corsa.

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