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Con il rito della scippa e le rivisitazioni degli chef si celebra la patata della Sila igp

COSENZA – Il PPAS (Consorzio Produttori Patate Associati) e il Consorzio di tutela Patata della Sila IGP hanno organizzato l’evento di promozione e valorizzazione della Patata della Sila IGP, dal titolo ‘A Scippa, nell’ambito del progetto finanziato dal FEASR Misura 3.2.1. del PSR Calabria 2014-2020.

L’iniziativa è servita a celebrare l’antico rito della raccolta del singolare tubero della Sila, abbinandolo ad un programma di cooking show che ha visto protagonisti alcuni giovani chef e agrichef attivi nella preparazione, interpretazione e rivisitazione della Patata della Sila IGP.

Causa il periodo d’emergenza Covid, l’intero evento è stato programmato tramite un’accurata diretta Facebook che si è dispiegata in quattro diversi momenti.

Il primo, in presa diretta dalla scippa in pieno campo, ha visto protagonisti i vertici dei due Consorzi che hanno illustrato tutto il percorso del prodotto dalla semina ai controlli fino alla distribuzione nella Grande Distribuzione Organizzata.

Ampio spazio, poi, all’interpretazione con la prima diretta dalle cucine dell’agriturismo “Tenuta di Torre Garga” con la conduzione della giornalista Anna Aloi e l’agrichef Anna Wyczawska che ha presentato il piatto “la patata stratificata”.

Seconda diretta condotta dal giornalista Valerio Caparelli che, dalle cucine del “ristorante Hyle” del Biafora resort & spa, ha presentato il matrimonio tra “la Patata della Sila IGP e il porro”, celebrato dallo chef Antonio Biafora.

La lunga giornata si è conclusa dal “San Bernardo ricevimenti” dove Valerio Caparelli ha presentato la giovane lady chef Denisia Congi con “la patata innovata 3.0”.

La Patata della Sila si distingue tra tutte le varietà presenti in Italia perché possiede una percentuale di amido superiore alla media, rendendo il tubero calabrese più nutriente e soprattutto più saporito.

L’evento, per chi non ha avuto modo di seguire le quattro dirette, può essere rivisto attraverso le pagine Facebook e YouTube del PPAS.

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