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Dal Gran Cono alla Montanara, il Vesuvio ha i sapori di chef Luigi Cippitelli

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Il Gran cono

NAPOLI – Gran Cono ’A vocca r’o Vesuvio, Timballetto di Panpizza, Montanara Vesuviana, Maialona del Vesuvio, Genovesuviana, Panpastiera di Panpizza. Questi i punti di forza del menu di Luigi Cippitelli nella bella e accogliente struttura di San Giuseppe Vesuviano. Luigi Cippitelli nasce ad Ottaviano e all’età di 13 anni, spinto dal desiderio di diventare cuoco, inizia a collaborare, sia d’estate che in tutti i week-end invernali, prima come aiuto pasticcere e poi come commis di cucina, in strutture di ristorazione per apprendere le basi del mestiere. Tutto ciò senza mai trascurare lo studio svolto presso l’istituto alberghiero, dove si diploma regolarmente dopo cinque anni.
Dopo il diploma la svolta: Luigi Cippitelli si ritrova a sostituire un collega nel suo lavoro di pizzaiolo. Poca gavetta per imparare a stendere, farcire e cuocere, ma tanto impegno che gli consente di lavorare da solo già dopo poche settimane. La pizza diventa subito le sua grande passione.
Una passione che lo porta ad aprire nel 2004 a San Giuseppe Vesuviano prima una pizzeria d’asporto e poi nel 2014 la sua attuale pizzeria con sala dove Luigi Cippitelli, dopo aver accumulato la giusta esperienza, ha deciso di promuovere e tramandare le tradizioni contadine della cucina del suo Territorio: il Somma-Vesuvio ovvero “L’altra faccia del Vesuvio” una zona poco conosciuta perché non visibile dalla città di Napoli.
Profondo il legame tra il Vesuvio e Luigi Cippitelli che, grazie alle sue capacità culinarie, ama con le sue pizze andare oltre e raccontare storie di prodotti dimenticati e leggende della sua terra. Nascono così creazioni gastronomiche come il “Gran Cono – ‘A Vocca r’o Vesuvio” dedicato alla leggenda dell’Ottocento di “Mauro” dal volto nero graziato dall’angelo del Vesuvio. La metà di un calzoncino fritto con la punta troncata (simbolo della bocca del vulcano) da cui fuoriesce ragù bollente (simbolo della lava in eruzione) e all’interno ricco di ricotta di Fuscella (simbolo del volto bianco dono del Vesuvio ricevuto da Mauro) e pepe nero (simbolo della cenere soffiata dall’angelo), il tutto su un letto di briciole di olive nere vesuviane disidratate (simbolo della terra).

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