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Stefano Marra dalla sua Masseria Picone lancia la Rete d’Impresa degli Elicicoltori italiani

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Il primo allevatore di lumache del Centro-Sud, Stefano Marra, il cui nome è legato all’azienda agrituristica Masseria Picone – ubicata sulle colline di Castel Campagnano, nel Casertano – dopo avere allargato sempre di più i suoi orizzonti e le sue prospettive al mondo della gastronomia e della cosmesi, si appresta a creare una rete di elicicoltori offrendo consulenza e consigli agli aspiranti produttori di ‘chiocciole’ che si apprestano ad avviare un campo di allevamento dei piccoli e pregiati molluschi.
Per approfondire le ultime novità del settore e toccare con mano la produzione delle lumache, una realtà che è oramai una vera e propria arte, l’azienda ha organizzato un «Press Tour» per una visita sul…«campo» con un assaggio di pietanze elaborate da Masseria Picone.
Nell’occasione si è potuto vedere come funziona un allevamento di lumache, per le quali è prevista un’alimentazione specificatamente selezionata, volta a favorire lo sviluppo ed il successivo sapore della chiocciola e verrà illustrata la neonata Rete d’Impresa degli Elicicoltori italiani di cui è presidente Stefano Marra e vice presidente Antonio Pacelli, altro allevatore della ‘scuola Picone’ che rappresenta anche il marchio «Alvibio». Un accordo sottoscritto dai primi 107 allevatori di tutta Italia in collaborazione con la facoltà di Agraria (sede Portici) della Università Federico II di Napoli, oltre a quella della Coldiretti. Un traguardo importante che tutela la professione dell’elicicoltore (allevatore di chiocciole e lumache), ad oggi sempre più diffusa grazie anche al boom di prodotti cosmetici alla bava di lumaca. Il protocollo d’intesa è finalizzato allo studio delle proprietà nutrizionali delle chiocciole, un esempio virtuoso di rapporti costruttivi tra enti locali, mondo scientifico e organizzazioni agricole. Le produzioni locali di questo tipo, innescano una circolarità virtuosa della economia e soprattutto un itinerario gastronomico unico non escludendo il benessere dell’animale. Ed è in questo contesto che è nato e si innesta il metodo ‘Masseria Picone’, per aiutare proprio chi intende avviare campi di lumache e chiocciole.
Masseria Picone, splendida tenuta immersa nel verde delle colline di Castel Campagnano, racconta la storia di persone che hanno saputo fare impresa in agricoltura con coraggio ed intraprendenza, partendo da zero nel periodo di crisi del settore, quello più nero, convertendo l’azienda di allevamento di vacche da latte in allevamento elicicolo. Una conversione che ha risollevato l’economia aziendale, con una linea cosmetica con bava di lumaca per la cura e la bellezza della pelle, i sughi con la lumaca e la creazione di un liquore che ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Un allevamento a ciclo biologico completo con le chiocciole che nascono e crescono all’aperto nutrendosi esclusivamente di prodotti seminati in azienda come cavolo cavaliere, radicchio e cicoria. Nell’agriturismo, che è anche «Agripizzeria», è invece impegnata tutta la famiglia: in cucina c’è la moglie Annamaria e la pizzeria condotta dal figlio Giovanni, pizzaiolo contadino con esperienze apprese in altre attività legate al settore. In sala, lui e le sue due figlie. Marra junior si è anche aggiudicato la vittoria di un Oscar Green a livello regionale con un il premio al liquore alla lumaca, distillato che ha avuto un grande successo all’ultimo Expo.

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La cucina del Caracol di Bacoli per una settimana protagonista a Rio de Jainero

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NAPOLI – Dopo Massimo Bottura ed Enrico Cerea tocca ad Angelo Carannante Chef stellato del Caracol Cala Moresca di Bacoli essere l’ospite d’onore della settimana della cucina italiana nel mondo in Brasile. L’invito arriva dal console italiano Paolo Miraglia del Giudice e il tema portante di questa sesta edizione è “Tradizione e prospettive della cucina italiana: consapevolezza e valorizzazione della sostenibilità alimentare”, che unisce alla promozione dei prodotti agroalimentari italiani la valorizzazione della Dieta Mediterranea.

Nelle sale del Consolato Generale d’Italia a Rio De Janeiro una cena esclusiva con 80 invitati. Il menù di Carannante si apre con: zeppola di baccalà e salsa agrodolce, come l’insalata caprese, zucchine alla scapece in un finto pomodoro. Antipasto: tortino di melanzane alla parmigiana, fonduta di mozzarella di bufala e salsa al basilico. Come primo “pasta e patate, provola a modo mio”, per secondo guanciola di manzo brasata alla genovese con purea di zucca e liquirizia in polvere e infine per dessert babà al rhum secondo tradizione, chantilly e frutti rossi.

Si chiude con questa straordinaria trasferta sudamericana la stagione del Caracol. Il ristorante stellato del Cala Moresca, che ha confermato pochi giorni fa la stella, riaprirà in primavera.

“La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo – commenta Carannante – è un appuntamento annuale sulla tradizione culinaria italiana all’esteroche esprimere livelli qualitativi di eccellenza. Ѐ un grande onore essere stato invitato e portare la cucina del Caracol in Brasile con il Restaurant manager – Sommelier Ciro Cannino.”

Si tratta di un’importante occasione per promuovere uno stile di vita sano basato sulla dieta mediterranea e un modello di alimentazione sostenibile.

“Questa rassegna rappresenta una vetrina sull’Italia – spiegano gli imprenditori e proprietari del Caracol Roberto Laringe e Alfredo Gisonno – ed è una grande soddisfazione portare all’estero i Campi Flegrei e partecipare alla promozione delle ricchezze della nostra terra e della qualità del nostro cibo. Finalmente riprendiamo a confrontarci con il resto del mondo”.

La manifestazione nata nel 2016 mette in luce come la cultura del cibo e la tradizione siano da sempre parte della nostra identità di Italiani.

“Evadere i confini nazionali e continentali in un momento storico come questo è particolarmente entusiasmante – commenta il direttore Pino Savoia – tornare a dialogare col mondo inorgoglisce. Siamo felici di riappropriarci delle cose belle della vita e questi viaggi dove avviene uno scambio culturale e gastronomico danno speranza”.

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Beef Saloon, carni del mondo in piatti dal Dna partenopeo

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NAPOLI – Beef Saloon è il ristorante, braceria e BBQ al civico 650 di via Jannelli al Vomero aperto in sordina nell’ottobre 2020, in piena pandemia, con un progetto ambizioso: offrire un Grand tour delle carni del mondo di alta qualità in piatti dal Dna partenopeo.

Capitanato da tre giovani imprenditori campani – Simona Oliva, Vincenzo Riccio e Michele Imbriani – Beef Saloon pone al centro del progetto aziendale la brace e tutto il panorama di carni di alta qualità, limited selection e tagli pregiati provenienti dalle migliori zone di allevamento disseminate in tutto il mondo: dall’Australia al Giappone, dal Canada alla Spagna. L’obiettivo dei tre giovani soci è di diventare un punto di riferimento per il settore BBQ a Napoli, una mission  che ha portato l’azienda a investire nella materia prima e nei nuovi food trend, senza perdere di vista la tradizione culinaria nostrana.

Michele Imbriani, 30 anni, è il socio chef che guida le braci e la cucina di Beef Saloon. Fine conoscitore delle carni, Imbriani seleziona la razze migliori (Fassona Piemontese, Wagyu Australiano, Rubia Gallega premium galiziana, etc), si occupa della frollatura, dei tagli e della preparazione dei vari piatti in menu (T-bone, hamburger, picanha, ribs, etc.) con la collaborazione preziosa dello chef Salvatore Capuano. Il principio è quello della filiera corta e controllata, alla ricerca dell’eccellenza e della particolarità.

Beef Saloon porta a Napoli due grandi novità: propone in esclusiva l’Angus dell’azienda Miguel Vergara, una limited selection di Black Angus galiciano dalle caratteristiche eccezionali con qualità gastronomiche superiori, caratterizzato dalla tenerezza delle carni e dal sapore intenso. E propone il food trend del momento: il sushi di carne, preparato con Fassona Piemontese o con il pregiato Angus Miguel Vergara. Lo chef ha una cura maniacale per questo piatto che realizza con tecniche di cottura a freddo che prevedono ben 3 processi di preparazione, per assicurare gusto, genuinità e sicurezza al cliente. Punto di forza in cucina è il forno scelto per la cottura: il barbecue dell’azienda leader del settore PEVA, un forno a carbone caratterizzato da alti spessori degli acciai e dall’utilizzo di tecnologie innovative capace di cuocere alla perfezione qualsiasi carne.

Ad un anno dall’apertura, Beef Saloon si presenta anche nella sua nuova veste creativa. La nuova strategia di comunicazione firmata dall’agenzia Dabliu punta ad una “disruptive innovation”: un qualcosa di innovativo, mai visto, che rompe gli schemi ordinari rispetto a tutti gli altri soggetti presenti sul mercato. L’intero Storytelling di Beef Saloon è messo in scena sulla falsariga di un Fotoromanzo degli anni ’80 con tanto di personaggi. La narrazione avviene per fotografie e i personaggi parlano attraverso i cosiddetti “Balloon”, i segni grafici convenzionalmente usati per contenere i testi pronunciati o pensati dai personaggi, le cosiddette nuvolette. Una sorta di vero e proprio fumetto fotografico da cui nasce anche  la scelta del pay off: “Il Bello della Brace”, che richiama sia la figura dello Chef Michele Imbriani – protagonista del fotoromanzo – sia la carne selezionata. Il Bello della Brace è tutto ciò che comporta andare a mangiare da Beef Saloon, l’intera esperienza culinaria: carne di qualità mista alle conoscenze e abilità dello Chef, insieme con un menù di vini variegato e ottima compagnia.

Il racconto del viaggio intorno al mondo della carne parte da un menu che è un compendio sulla storia e la provenienza dei tagli, della loro lavorazione e preparazione. Un sussidiario che guida passo passo il cliente nella creazione del piatto di carne che più si avvicina al proprio gusto personale. Dry aged, wet aging e gold beef è qui che ha inizio il menu e il racconto della mission del brand. Dall’apprendimento di queste tre modalità di lavorazione della carne, comincia l’esperienza gastronomica del cliente che è libero di decidere di scegliere in autonomia il tipo di carne e il taglio, di essere supportato dalle competenze dello chef per il taglio migliore o di affidarsi completamente alle proposte dello chef. Il focus è sulla qualità della carne e sulle modalità di cottura.

Oltre che nelle proposte di carne, gli obiettivi di alta qualità e ricercatezza si raggiungono nell’intera costruzione del menu: dagli antipasti ai primi, fino ai burger. Gli antipasti sono proposti in due versioni: crudi come il Battuto alla giudia, il Carpaccio di Fassona Piemontese e il sushi di carne e cotti come le bruschette gourmet, il tomino piemontese alla brace e le polpette di Angus.

I primi proposti sono i classici della tradizione italiana, come la Carbonara e la Pasta e piselli con fonduta di parmigiano 36 mesi, cipolla di Tropea caramellata, pancetta croccante e scaglie di mandorle tostate. Non manca l’offerta Panino: il BUN BEEF SALOON è realizzato con hamburger Miguel Vergara, provola di Agerola, pesto, misticanza, pinoli e pomodorini confit mentre il BUN ROYAL abbina l’hamburger Miguel Vergara con la fontina di caciocavallo Podolico, nocciole I.G.P., insalata riccia, speck del Trentino e pomodorino disidratato. Infine i dolci, il vero specchio della napoletanità del brand: da quelli della tradizione come la pastiera e la caprese al limone, ai grandi classici come il Tiramisù e la Variazione al cioccolato. Interessante e ampia la carta beverage che completa un menu calibrato sul desiderio di raccontare la carne con un intreccio dallo stile partenopeo.

Coerentemente con la filosofia del locale, lo stesso principio di ricerca dell’unicità è adottato anche in sala con il direttore Raffaele Di Giovanni, curriculum ricchissimo in giro per il mondo tra ristoranti stellati e diversi anni di lavoro a servizio del presidente russo Putin. Di Giovanni cura nei minimi dettagli il servizio in sala e la carta dei vini che è in costante aggiornamento con etichette italiane ed estere.

Il locale progettato dall’architetto Natale Fortino sotto la supervisione di Simona Oliva ha una superficie di 350mq e ospita circa 80 coperti in un ambiente esclusivo e contemporaneo, con arredi eleganti e sedute in velluto blu, doghe di legno al pavimento e cucina a vista. Completano il progetto architettonico lo spazio per il dehor e il giardino, perfetto per le cene estive, e il cocktail bar all’ingresso che alterna l’eleganza del nero alle calde atmosfere dell’oro degli scaffali e dei parati dal design contemporaneo.

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Anteprima VitignoItalia, oltre 80 aziende e 500 etichette provenienti da 15 regioni presenti

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NAPOLI – E’ uno degli eventi del settore più attesi, soprattutto dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia. Ma se per la manifestazione “madre” VitignoItalia bisognerà attendere il 5-6-7 giugno 2022, gli appassionati e gli operatori di settore avranno l’opportunità di godersi un’Anteprima davvero speciale.
I bellissimi saloni dell’Hotel Excelsior (via Partenope, 48) ospiteranno infatti una straordinaria degustazione che vedrà protagoniste oltre 80 aziende provenienti da tutta la Penisola (ben 15 le regioni rappresentate), per oltre 500 etichette disponibili in banchi d’assaggio. Da segnare quindi in rosso, sul calendario dei tanti winelover legati a questa manifestazione per molti versi unica, la giornata di martedì 30 novembre. Facendo particolare attenzione alle fasce orarie, in quanto la sicurezza impone un controllo che garantisca un’adeguata sicurezza.
Dalle 15.00 alle 17.00 spazio quindi a stampa e operatori del settore. Per il pubblico due diversi segmenti: il primo dalle 16.30 alle 18.45, il secondo dalle 19.00 fino alla chiusura, prevista alle 21.30.
“E’ emozionante poter tornare a incontrare i produttori, gli operatori e il nostro pubblico – racconta Maurizio Teti, Direttore di VitignoItalia – Abbiamo preferito rinunciare alla possibilità di organizzare qualcosa nei mesi passati e lo scorso anno, privilegiando sempre la sicurezza dei nostri espositori e degli appassionati. Non abbiamo mai, nemmeno per un momento, pensato di venire meno ai principi che da sempre caratterizzano VitignoItalia e che ritroveremo in questa Anteprima per la quale avvertiamo una grande attesa da parte di tutti. Un’attesa che verrà soddisfatta dal numero e dalla qualità dei vini e delle cantine presenti”.
Come detto saranno ben 15 regioni che costituiranno le tappe di questo viaggio nel mondo del vino italiano. Un percorso, calice alla mano, attraverso i terroir più blasonati, come quelli di Piemonte e Toscana, ma senza dimenticare la nutrita pattuglia proveniente dal Trentino Alto Adige e le più interessanti realtà enoiche di Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Liguria, Basilicata, Sicilia e Puglia. Naturale il predominio numerico della Campania, che potrà contare sulla presenza di 40 realtà produttive, provenienti dai differenti territori che compongono la regione.
Ma Anteprima VitignoItalia, come da tradizione degli ultimi anni, metterà in campo anche importanti momenti oltre quello della degustazione all’Excelsior. Si conferma infatti la solida partnership con UniCredit che anche per questa edizione 2021 si rende protagonista di uno stimolante incontro tra diversi player del settore. Argomento del Forum delle Economie sarà “Vino e Turismo: trasformare le potenzialità in opportunità per la valorizzazione del territorio”. Un tema quanto mai attuale che avrà luogo nella mattina di martedì 30, alle ore 11.30, presso la Sala Scarlatti dell’Hotel Vesuvio, in via Partenope 45. Moderati da Leandro Sansone, Responsabile Territorial Development Sud UniCredit, sul palco dei relatori si alterneranno, tra gli altri, Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania; Annalisa Areni, Regional Manager Sud UniCredit; Bruna Caira, Direttrice della Strada del Vino Nobile Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese; Giuseppe Festa, Direttore del Corso di Wine Business presso l’Università degli Studi di Salerno e Coordinatore Scientifico dell’Osservatorio sul Turismo del Vino dell’associazione Città del Vino. Punto centrale dell’incontro i risultati della ricerca “Competitività e scenari di mercato per la filiera vitivinicola secondo L’Agri4index Nomisma-UniCredit”, illustrata da Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare di Wine Monitor Nomisma Spa.
“E’ un’edizione, quella di VitignoItalia di quest’ anno, che è particolarmente importante perché è dedicataalla ripartenza – afferma Annalisa Areni, Regional Manager Sud UniCredit – per le imprese del comparto è quindi importante pensare a nuovi modelli imprenditoriali costruiti su strategie di medio-lungo periodo come il sostegno alla filiera, la diversificazione di prodotti e dei canali di vendita, l’innovazione dei modelli di produzione. Le aziende dovranno adattarsi velocemente ai cambiamenti e attrezzarsi ad affrontare un mondo diverso, in cui i mercati esteri e la diversificazione delle fonti di finanziamento rappresentano una grande opportunità. Come UniCredit siamo al fianco degli operatori del settore per offrire soluzioni concrete in grado di rispondere alle loro necessità”.
Il pomeriggio, con inizio alle 17.00, vedrà protagonisti 8 straordinari vini campani, espressione dell’annata 2007. Uno special event nato dalla collaborazione con la Regione Campania e dedicato alla memoria di Lucio Mastroberardino, che vedrà sfilare le etichette di Fontanavecchia, Galardi, Maffini, Mastroberardino, Montevetrano, Quintodecimo, Terredora e Villa Matilde, presentate dal noto giornalista Luciano Pignataro, per l’occasione affiancato da Tommaso Luongo, Delegato AIS per la regione Campania.
“L’Anteprima – conclude Teti – sarà l’occasione di riprendere il ritmo, di rivederci e confrontarci. Di degustare insieme dei grandi vini, di tornare a quella convivialità che tanto ci è mancata. Il tutto aspettando il salone di giugno che, lo anticipo già da ora, sarà una edizione speciale, con molte conferme ma anche con delle bellissime sorprese”.

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