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Cronaca

Pomigliano d’Arco: carabinieri arrestano madre e figlio per droga e armi

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POMIGLIANO D’ARCO –  I carabinieri della stazione di Pomigliano, insieme a quelli del Nucleo Cinofili di Sarno hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio e detenzione illegale di armi ed esplosivi Immacolata Izzo (cl.88) e suo figlio, fra qualche giorno 18enne ma già noto alleforze dell’ordine.
Durante una perquisizione domiciliare sono stati trovati in possesso di 14 stecchette di hashish, 2 bustine di marijuana, bilancini e materiale vario per il confezionamento delle dosi.
Nel garage dell’abitazione rinvenuti anche 2 ordigni artigianali (2kg ciascuno), una pistola beretta cal. 9×21 mm risultata provento di furto e una seconda arma, stessa marca ma calibro 9x19mm, la matricola abrasa. E ancora 10 cartucce cal. 6,35 e 63 calibro 9×19. La donna è stata tradotta al carcere di Pozzuoli mentre il minore associato al Centro di Giustizia Minorile dei Colli Aminei. Attendono ora giudizio.

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Cronaca

Camorra: sgominati due clan nel Napoletano, 19 in manette

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TORRE ANNUNZIATA, Napoli – Nel corso della mattinata odierna, i Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione di armi da sparo, tutti appartenenti ai contrapposti clan camorristici “GIONTA” e “IV SISTEMA” operanti nel territorio di Torre Annunziata.

Il provvedimento è stato emesso in seguito ad una articolata attività d’indagine coordinata dalla DDA di Napoli e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, da maggio 2020 a luglio 2021, avviata all’indomani del tentato omicidio di Carpentieri Giuseppe (cl.70), ritenuto elemento di spicco del clan e genero del capo del sodalizio detenuto Valentino Gionta (cl. 53), anche lui colpito dall’odierno provvedimento poiché ritenuto ancora al vertice dell’organizzazione, avvalendosi della collaborazione dei familiari più stretti, tra cui la figlia Teresa (cl. 74), lo stesso Carpentieri e l’omonimo nipote Valentino Gionta (cl. 83).

Le indagini hanno attinto elementi apicali del clan Gionta (detto anche dei Valentini), accertandone la capacità di controllo del territorio mediante l’intimidazione mafiosa, l’opprimente rete estorsiva ai danni di attività economiche locali e la capacità di fronteggiare militarmente le fazioni contrapposte, grazie alla disponibilità di armi ed esplosivi. Ed è proprio nello scontro armato tra i clan che è maturato l’agguato a Carpentieri Giuseppe, avvenuto il 6 maggio 2020, per la cui esecuzione risultano raggiunti da gravi indizi di colpevolezza i fratelli Cherillo Pasquale (cl. 84) e Luca (cl. 89), entrambi allo stato detenuti, ritenuti promotori del neo-costituito clan denominato “IV SISTEMA”, con base nel quartiere popolare del “Parco Penniniello” e mossi da sentimenti di vendetta per l’omicidio del loro nonno Scarpa Natale, consumato il 14 giugno 2006 in un agguato eseguito da sicari del clan Gionta.

Ecco l’elenco degli arrestati:

1. GIONTA Valentino, cl. 53;
2. CARPENTIERI Giuseppe, cl.70;
3. GIONTA Teresa, cl. 74;
4. PALUMBO Salvatore, cl. 74;
5. DELLA GROTTA Alfredo, cl. 95;
6. SALVATORE Immacolata, cl. 80;
7. GIONTA Valentino, cl. 83;
8. ESPOSITO Luigi, cl. 96;
9. ESPOSITO Filippo, cl. 2001;
10. COPPOLA Ciro, cl. 2002;
11. CIRILLO Antonio, cl. 88;
12. PALUMBO Salvatore Aniello, cl. 87;
13. PALUMBO Antonio, cl. 82;
14. PALUMBO Angelo, cl. 61;
15. DELLA GROTTA Raffaele, cl. 73;
16. CHERILLO Luca, cl. 89;
17. CHERILLO Pasquale, cl. 84;
18. COLONIA Michele, cl. 2000;
19. GUARRO Michele, cl. 64.

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Rapinarono pizzeria nel Napoletano puntando le armi sui bambini, arrestati in tre

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Rapina a mano armata in pizzeria a Casavatore
I fotogrammi presi dal video sulla rapina nel locale di Casavatore

CASAVATORE, Napoli – Malviventi armati con un Kalashnikov e un micidiale fucile a pompa, fecero irruzione in un ristorante a Casavatore dove stavano cenando circa duecento persone, tra le quali molti bambini. Un episodio filmato dalle telecamere interne del locale. Oggi nell’ambito di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Casoria e della Stazione di Casavatore hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo – artt. 384 e segg. c.p.p.- emesso da questa Procura della Repubblica nei confronti di tre soggetti, in quanto gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di una rapine aggravate, di rapina consumata e di svariate tentate rapine.  Le indagini, delegate alla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Casoria congiuntamente con i militari della Stazione Carabinieri di Casavatore ed originate dalla rapina avvenuta nel ristorante “Un Posto al Sole” di Casavatore, in data 9 ottobre, hanno consentito di accertare, oltreché i presunti responsabili della predetta rapina, l’esistenza di una vera e propria organizzazione stabile dedita alla commissione di rapine, anche mediante uso di armi da guerra.  I soggetti fermati, nel giro di pochi giorni, avevano organizzato diverse ulteriori rapine, tutte sventate grazie alla massiccia presenza di personale dell’Arma dei Carabinieri sul territorio.

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Cronaca

Nell’Avellinese auto esce di strada, due morti

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MIRABELLA ECLANO, Avellino – Sono due i morti che si travavano a bordo di un’autovettura che per motivi ancora non chiari è uscita di strada sulla statale delle 90 Puglie all’altezza della località Calore del comune di Mirabella Eclano. Sul posto forze dell’ordine e opratori dell’Anas per ripristinare la circolazione al momento interrotta.

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