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Nasce Amasud, il primo marketplace del sud Italia per lo sviluppo sostenibile e la crescita delle imprese meridionali

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NAPOLI – È online Amasud, il marketplace che ha tra i suoi obiettivi principali, quello di aiutare lo sviluppo sostenibile e la crescita delle imprese e dei produttori del sud Italia. Si tratta di una vetrina web, attraverso la quale le aziende hanno la possibilità di proporre i propri prodotti, o servizi, oltre i confini territoriali.
“La motivazione che spinge i fondatori di Amasud – come sottolinea Gianluca Sionne patron dell’idea – è quella di rendere il sud partecipe, e protagonista, all’economia nazionale, con una ricaduta in termini di ritorno fiscale sui singoli territori di appartenenza, che vedrebbero migliorata la propria qualità di vita in termini di welfare e di infrastrutture”.
Per entrare a far parte di questa vetrina, infatti, bisogna avere la sede legale della propria azienda in una delle regioni del sud Italia (compreso basso Lazio), in modo da favorire il processo virtuoso: Compra al sud, fai crescere l’Italia.
L’etimologia del nome racchiude l’essenza di Amasud: l’amore per il meridione. È la territorialità, il valore aggiunto delle aziende presenti nel marketplace, ma non è l’unica caratteristica. Attraverso una mappa del territorio, infatti, sarà possibile individuare l’area di pertinenza di ogni singola realtà, la sua storia, i suoi prodotti, talvolta frutto di un’artigianalità, ancorata a profonde radici locali.
Un progetto ambizioso, che ha tutte le caratteristiche del mecenatismo economico, volto a creare un nuovo modo di presentare i tanti prodotti, simbolo di un territorio estremamente fertile, ma svantaggiato dal punto di vista delle infrastrutture: quali strade, collegamenti via ferrovia, diffusione della rete e della cultura digitale.
Un marketplace che offre gli stessi vantaggi di crescita e di visibilità anche a tutti quei piccoli produttori o commercianti, che risiedono in aree difficili da servire e/o che hanno difficoltà d’approccio al web, come piazza di vendita e come vetrina internazionale, ma volto anche a tutte le aziende che godono già di una visibilità e diffusione capillare.

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MBDA sbarca a Bruxelle e rafforza la propria presenza in Europa con l’apertura di una sede

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Sede Bruxelles

BRUXELLES – MBDA ha inaugurato ieri la sua nuova sede permanente a Bruxelles, rafforzando la propria presenza multinazionale presso le istituzioni dell’Unione Europea (UE) e della NATO, così da sostenere ancora meglio le loro iniziative volte ad una sempre maggiore cooperazione nel settore europeo della difesa.

 

Eric Béranger, CEO di MBDA, ha dichiarato: “MBDA sostiene pienamente l’obiettivo di UE e NATO di approfondire le iniziative di cooperazione nel settore della difesa tra i paesi partecipanti. MBDA rappresenta un modello riuscito, unico nel suo genere, di azienda europea integrata nel settore della difesa. Con oltre 12.000 dipendenti che collaborano tra loro in Francia, Regno Unito, Italia, Germania, e Spagna, la nostra presenza europea ci garantisce la necessaria massa critica per competere sul mercato globale. Nel corso degli ultimi 20 anni MBDA ha accumulato un’ampia esperienza nelle cooperazioni internazionali e con la nuova sede vuole contribuire al successo collettivo dell’agenda della Difesa europea sia in ambito UE, sia NATO. Fondamentali per tale obiettivo sono i programmi di cooperazione, che rappresentano il ‘motore’ per la creazione ed il consolidamento all’interno dell’ecosistema della difesa europeo di campioni di successo come MBDA”.

 

L’UE sta compiendo rapidi progressi nella realizzazione delle sue ambizioni per la Difesa Europea in tutte le sue istituzioni. MBDA è al centro di questi obiettivi, essendo alla guida due progetti relativi a sistemi missilistici sviluppati nell’ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO – Permanent Structured Cooperation): il progetto BLOS (Beyond Line of Sight) e il programma TWISTER – Timely Warning and Interception with Space-based TheatER surveillance).

 

MBDA partecipa inoltre attivamente a numerose iniziative nell’ambito del PADR (Preparatory Action on Defence Research) e dell’EDIDP (European Defence Industrial Development Programme). Si tratta di programmi precursori dell’EDF (European Defence Fund), il Fondo Europeo per la Difesa oggi operativo, che accelererà la collaborazione per lo sviluppo di nuove priorità in termini di capacità, ed integrerà i finanziamenti nazionali per progetti con un elevato valore aggiunto a livello europeo.

 

La nuova roadmap strategica per il 2030 della NATO sarà sempre più la piattaforma centrale per le consultazioni transatlantiche nel settore della difesa. Le esigenze della NATO sono impegnative in termini di capacità e interoperabilità. La creazione di strutture di cooperazione, ad esempio per la difesa aerea modulare basata a terra (GBAD – Ground Based Air Defence), contribuirà a plasmare i requisiti comuni per soddisfare le esigenze operative. Inoltre la prospettiva di nuovi strumenti di bilancio per lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e ultra innovative – come il NATO Innovation Fund e il Fondo DIANA (Defence Innovation Accelerator of the North Atlantic) della NATO –  rappresentano opportunità promettenti per un’azienda orientata all’innovazione come MBDA.

 

Il responsabile della sede di MBDA a Bruxelles è Didier Gondallier de Tugny.

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WMF: Paper sul ruolo dei giovani imprenditori nella nuova era della sostenibilità e della digitalizzazione

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Gruppo Giovani Imprenditori Univa WMF

CERNOBBIO – “In un contesto dirompente e imprevedibile come l’attuale, i giovani imprenditori possono rappresentare una forte e preziosa risorsa di resilienza, capace di favorire non solo la ripresa di tutta la manifattura globale e, dunque anche di quella varesina, ma anche il rimodellamento delle sue regole organizzative (scritte e non scritte) e della cultura d’impresa”. È questa la convinzione di Giorgia Munari, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Un’opinione espressa all’interno del consesso internazionale del World Manufacturing Forum, l’evento che ha l’obiettivo di interpretare le tendenze globali del settore manifatturiero in corso a Cernobbio e che durante questa settimana ha visto la partecipazione ai vari panel di discussione di decine di imprenditori, accademici, ricercatori e politici di varie nazionalità.

Tra i Paper di posizionamento e di proposta presentati, c’è anche quello intitolatoYoung entrepreneurs in the new area of sustainability and digitalization” che ha visto come Group Leader proprio la Presidente del Ggi di Univa, Giorgia Munari. A lei è toccato il compito di coordinare un gruppo di studio e confronto formato da docenti universitari, colleghi imprenditori, startupper, studenti e giornalisti di vari Paesi. Tra loro, Thomas Fischer, Deputy Director Management Research, DITF Denkendorf; Catherine Ledig, Associate Professor, Faculty of Law University of Strasbourg; Stefano Soliano, General Director, ComoNExT Innovation Hub; Daniele Pes, CTO, Grycle Srl e President, Corner Stones Srl; Dina Barbian, Director, Institute for Sustainability – Nürnberg; Luca De Biase, Chief editor Nòva24- Il Sole 24 Ore; Meike Tilebein, Director, Institute for Diversity Studies in Engineering – University of Stuttgart; Linda Pittenger, Associate Professor Department of Management & Technology College of Business Embry-Riddle Aeronautical University; Alberto Rizzoli, Co-Founder and CEO V7; Afia Owusu-Forfie  Founder and President, Coders Who Travel Inc.; Jose Antonio Campos e Matos, President, Young Enterpreneurs Confederation of Europe; Riccardo Di Stefano, President, Young Entrepreneurs Confindustria; Jacopo Moschini, President, Young Entrepreneurs Confindustria Lombardia; Davide Peli, President, Young Entrepreneurs Confartigianato Lombardia Luca Donelli, President, Lombardy Energy Cleantech Cluster, oltre ad alcuni giovani del progetto europeo Young Manufacturing Leaders – YML, un network di studenti, ricercatori e imprenditori tra i 18 e 30 anni.

Come possono crescere i giovani imprenditori utilizzando le loro caratteristiche innate come la propensione al cambiamento, la curiosità e le competenze su digitalizzazione e sostenibilità? Come possono trasformare tali forze in una nuova cultura organizzativa in grado di incidere sulla resilienza a lungo termine della produzione industriale? Queste le domande a cui risponde il Paper.

“Abbiamo redatto un documento – spiega Giorgia Munari – che è di ispirazione per le nuove generazioni di titolari d’impresa, ma che rappresenta anche un contributo per un ripensamento di ogni genere di azienda e per le politiche pubbliche a sostegno dell’industria moderna. Sia essa un’attività storica o una startup. Se è vero che, dopo la pandemia, nulla sarà più come prima, è anche vero che l’improvvisazione, l’intuito e la capacità di reazione, di cui abbiamo dato prova e necessari in una prima fase di uncambiamento epocale come quello scatenato dal Coronavirus, in una seconda fase come l’attuale di radicamento delle trasformazioni, devono lasciare il posto ad un pensiero, ad una visione, ad una strategia. In una parola ad una nuova cultura organizzativa”.

Uno scenario internazionale più che mai “balcanizzato”, l’emergere di tecnologie nuove e dirompenti, la sostenibilità come fattore chiave di successo della resilienza e della trasformazione digitale delle attività manifatturiere, l’avvio di politiche espansive e senza precedenti come quelle dell’American Rescue Plan negli Usa e del Next-Generation EU in Europa. Sono queste le caratteristiche salienti dello scenario in cui si muovono le imprese. “In questo quadro – continua Munari – si inserisce il ruolo delle nuove generazioni con la loro dirompente propensione al cambiamento e all’azione. La sfida oggi è, da una parte, far nascere nuove startup e consolidarle nel tempo, dall’altra, rinnovare le aziende già esistenti che stanno vivendo spesso delicati e difficili passaggi generazionali”.

Per centrare questi obiettivi il Paper presentato al World Manufacturing Forum propone sette raccomandazioni su tre livelli di intervento. Tre di queste sono suggerimenti rivolti direttamente alle imprese, due sono idee per costruire nuovi ecosistemi di relazioni all’interno delle varie filiere, le ultime due si rivolgono alle associazioni datoriali e alla politica (in inglese, advocacy).

A livello di imprese:

  1. L’interdisciplinarietà (“hard” e “soft” skills) è la chiave per una nuova cultura imprenditoriale coerente e duratura e per il miglioramento delle competenze e la riqualificazione delle risorse umane nelle imprese.
  2. L’importanza di pensare a una missione e a una visione nella fase di costruzione di una strategia di mercato e di saper raccontare (storytelling) i progetti di innovazione e di sostenibilità portati avanti. (I consumatori oggi non comprano semplicemente un bene, ma anche i valori che esso esprime).
  3. Concepire la sostenibilità e l’implementazione di nuove tecnologie digitali come elementi collegati, entrambi indispensabili per garantire resilienza e sicurezza.

A livello di ecosistema:

  1. La contaminazione positiva tra start-up e aziende mature (e le rispettive figure imprenditoriali) è necessaria per colmare le debolezze di una con i punti di forza dell’altra.
  2. Potenziare nuovi canali di comunicazione e networking tra i giovani imprenditori per favorire azioni comuni di collaborazione su nuovi investimenti e start-up, insieme all’implementazione di nuovi servizi in grado di dare maggior valore ai prodotti (“servitizzazione”).

A livello di advocacy:

  1. Favorire il coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali per facilitare la solidità delle giovani imprese.
  2. Creare un nuovo dialogo con gli attori delle politiche pubbliche internazionali e nazionali che miri a ridurre l’interventismo eccessivo e favorisca collaborazioni pubblico-privato e l’accesso ai mercati esteri.

 

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Novaretail all’MPV di Parigi, il salone dedicato al Marketing del punto vendita

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novaretail popai

PARIGI – Per la prima volta Novaretail è presente all’MPV di Parigi, il salone dedicato al Marketing del punto vendita, organizzato da POPAI France, uno degli eventi internazionali più prestigiosi del settore.

Novaretail è una business unit di Novavision Group, specializzata nella produzione di sistemi integrati di comunicazione: Shop in shop, isole, corner, pareti espositive, espositori multimediali ed elettronica applicata.

Il team di Novaretail è composto da esperti e professionisti che insieme si dirigono verso un unico obiettivo: Realizzare lo spazio integrato, la nuova frontiera del retail.

Grazie al Modello Circolare implementato, Novaretail è in grado di proporre un percorso completo, dalla progettazione alla produzione, fino all’installazione nel punto vendita. Il modello prevede, inoltre,  un’attenzione particolare allo sviluppo sostenibile attraverso il progetto “Gaia”.

La presenza al salone MPV 2021 rappresenta, per Novaretail, l’apertura verso nuovi settori nell’ambito internazionale.

«Dopo oltre 20 anni di presenza sul mercato italiano – sottolinea Géraldine Groux, Chief Commercial Officer di Novaretail – è giunto il momento, per Novaretail, di guardare ai mercati esteri e di avviare un processo di internazionalizzazione. Ecco perché abbiamo scelto di partecipare ad un evento così prestigioso come l’MPV di Parigi».

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