Collegati con noi

Fisco e lavoro

“Contribuenti solidali”, riconoscimento pubblico dal Mef a chi durante il Covid ha pagato le tasse

Pubblicata

il

ROMA – Il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha firmato il decreto che attribuisce la menzione di “contribuente solidale” a coloro che, pur potendo usufruire delle sospensioni dei tributi erariali disposte con i decreti legge Cura Italia, Liquidità e Rilancio, abbiano deciso di effettuare comunque i versamenti sospesi.

La menzione, prevista dall’articolo 71 del decreto legge Cura Italia, è il riconoscimento che lo Stato vuole dare a quei contribuenti i quali, in una fase di difficoltà senza precedenti per il Paese, hanno volontariamente pagato le tasse pur potendo rinviarne il pagamento.

Da questi cittadini è venuto un sostegno importante alla tenuta dell’economia italiana. È anche grazie alla loro scelta che il Paese può ora guardare con fiducia all’uscita dalla crisi e alla ripresa nazionale.

Sul sito istituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze sarà pubblicato un elenco dei “contribuenti solidali” che ne abbiano fatta espressa richiesta.

L’istanza per conseguire la menzione di “contribuente solidale” è gratuita e può essere presentata, sia dalle persone giuridiche che dalle persone fisiche, esclusivamente in via telematica a uno degli indirizzi e-mail dedicati:contribuentisolidali@mef.gov.it e contribuentisolidali@pec.mef.gov.it, entro dodici mesi dalla data del versamento dei tributi erariali sopra indicati.

Nell’area dedicata del sito istituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze sarà pubblicato il modello di istanza e le relative istruzioni, nonché un elenco dei tributi erariali che legittimano il riconoscimento della menzione di contribuente solidale.

Ai contribuenti, poi, sarà inviata una comunicazione dell’avvenuta menzione, il riconoscimento espresso della qualità di “contribuente solidale”.

Continua a leggere

Campania

Whirlpool: Sgambati (Uil), «importante il sostegno del sindaco Manfredi alla vertenza»

Pubblicata

il

manfredi sgambi2jpg
Il neosindaco di Napoli Gaetano Manfredi a colloquio con la delegazione di sindacati e lavoratori della Whirlpool

NAPOLI – “Apprezziamo profondamente la disponibilità del sindaco di Napoli che già dal primo giorno del suo insediamento aveva utilizzato parole di sostegno per la vertenza Whirlpool, adesso con l’incontro di stamattina, a Palazzo san Giacomo,  ha confermato la sua massima attenzione su questa battaglia importantissima”, è quanto ha dichiarato Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, a margine dell’incontro di Cgil Cisl Uil, insieme alle categorie dei metalmeccanici, col neo sindaco Gaetano Manfredi.

“Queste ore sono cruciali per trovare una soluzione adeguata per le lavoratrici e i lavoratori della Whirlpool di Napoli senza passare per i licenziamenti, continua Sgambati, e il pressing che stiamo attuando ci deve portare lunedì prossimo ad una decisione da parte del Governo che confermi tale volontà. È bene che si sappia che difendere lo stabilimento e l’attività produttiva di via Argine è fondamentale anche perché non possiamo più permetterci quella deriva, troppe volte fallimentare, dei processi di reindustrializzazione.”

“Napoli non molla”, continua il leader della UIL Campania, non è solo uno slogan che ci ha accompagnati per più di due anni, ma deve tradursi di fatto in una forte coesione tra istituzioni, sindacati e lavoratori.”

Continua a leggere

Economia

Lavoro: Istat, +1,5% occupazione nel secondo trimestre

Pubblicata

il

lavoro

ROMA – L’Istat segnale un aumento di 338.000 occupati nel secondo trimestre (+1,5% rispetto al primo trimestre) e di 523.000 unità rispetto al secondo trimestre 2020. Il dato congiunturale è spinto dall’aumento dei dipendenti a termine (+226.000, pari a +8,3%. +80.000 i tempo indeterminato (+0,5%). Tasso di occupazione al 58% (+1% sul primo trimestre). Sul primo trimestre calano i disoccupati (-2,2%) e gli inattivi tra i 15 e i 64 anni(-2,4%),ma sul secondo trimestre 2020 i disoccupati aumentano (+514.000) mentre calano di 1,2 mln gli inattivi.

Continua a leggere

Fisco e lavoro

La garanzia “a prima richiesta”: differenze rispetto alla fideiussione

Pubblicata

il

Avv. Antonio Landolfi

Nella pratica del commercio, nazionale ed internazionale, e dei finanziamenti, è molto frequente la sottoscrizione di documenti di garanzia, collaterali ai rapporti commerciali e bancari.

La garanzia autonoma, sovente rilasciata “a prima richiesta”, e la fideiussione rappresentano le garanzie personali che maggiormente ricorrono.

Ma soltanto alcune recenti pronunzie della Corte di Cassazione hanno messo chiaramente in luce gli aspetti, le caratteristiche e la causa concreta di tali due differenti tipologie di garanzie, che hanno come elemento comune l’essere rilasciate per tutelare il creditore in caso di inadempimento del debitore.

L’obiettivo di questo contributo è di evidenziare le principali diversità tra tali due garanzie, alla luce della giurisprudenza più recente.

  1. Garanzia “a prima richiesta” e fideiussione: principali differenze.

L’ accessorietà: il primo elemento caratterizzante il contratto autonomo di garanzia, che lo differenzia dalla fideiussione, è la mancanza di “accessorietà” dell’obbligazione del garante rispetto all’ obbligazione principale; tale elemento fondamentale consente, soprattutto, al fideiussore, di avvalersi delle eccezioni e contestazioni di cui è dotato il debitore principale verso il creditore, che restano precluse, invece, al garante autonomo. Quest’ultimo potrà però ostacolare l’azione del creditore,  sollevando la c.d. “exceptio doli” ,  ovvero  facendo valere una condotta abusiva del creditore che abbia fraudolentemente taciuto situazioni sopravvenute, modificative o estintive del diritto azionato; a tal riguardo, la Suprema Corte ha chiarito che il garante non può soltanto allegare circostanze di fatto idonee a costituire oggetto di un’eccezione che il debitore potrebbe opporre al creditore (sul punto: Cassazione Civile, Sez. III, 15 maggio 2019, n. 12884).

La prestazione: altro aspetto di diversità tra la garanzia autonoma e la fideiussione è costituito dalla disomogeneità tra la prestazione dovuta dal garante autonomo e quella dovuta dal fideiussore.  Infatti, come chiarito recentemente dalla Corte di Cassazione, il fideiussore è tenuto ad una prestazione identica rispetto a quella dovuta dal debitore principale, contrariamente al garante autonomo, che  deve  invece tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento  solo e sempre mediante il pagamento di una somma di danaro (sul punto: Cass. civ., Sez. III, Ordinanza, 05/03/2020, n. 6177). Ciò comporta anche una differente funzione delle due garanzie che, nel caso della fideiussione, può definirsi “satisfattoria”, perché consente al creditore di ricevere dal garante l’adempimento che avrebbe dovuto eseguire il debitore, invece, nel caso della garanzia autonoma, sarà “indennitaria”, in quanto mira a ristorare il creditore insoddisfatto mediante il pagamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore (sul punto: Cass. civ., Sez. III, Sentenza, 22/11/2019, n. 30509; Sezioni Unite S.C. n. 3947/ 2010;).

La solidarietà: la Suprema Corte ha chiarito, inoltre, che l’obbligazione del debitore principale e quella del garante autonomo non sono obbligazioni solidali (artt. 1292 e successivi del c.c.) configurandosi, invece, tra le prestazioni degli stessi un mero collegamento negoziale (sul punto: Cass. civ., Sez. I, Sentenza, 11/12/2019, n. 32402)

La  clausola “a prima richiesta”:  la previsione del pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” nel documento di garanzia, comporta  la presenza di una garanzia autonoma e non di una fideiussione, salvo che il contenuto del contratto non fornisca evidenti elementi in senso opposto, secondo quanto chiarito dalle Sezioni Unite della Suprema Corte (sul punto: Sez. U., Sentenza n. 3947 del 18/02/2010); tuttavia la giurisprudenza più recente dei Tribunali di merito appare talvolta conformarsi  al criterio appena esposto (si veda Tribunale Forlì, Sez. II, Sentenza, 07/01/2021) talaltra discostarsi dallo stesso (si veda Tribunale Torino, Sez. I, Sentenza, 08/01/2021).

  1. Conclusioni

In conclusione, sono molti gli aspetti da comparare per giungere alla corretta qualificazione di un documento di garanzia come ” garanzia autonoma” o come “fideiussione”, considerato che il contenuto degli atti può essere talvolta simile e confondibile; il differente inquadramento è di fondamentale importanza, potendo da ciò dipendere, soprattutto, i rimedi, le azioni e le eccezioni a disposizione sia del creditore che del garante, per la tutela dei loro rispettivi diritti.

 

 

Avv. Antonio Landolfi, LL.M.

Managing Partner – Landolfi & Associati

 

Continua a leggere

Primo Piano