Domani Conte al Quirinale per dimettersi, poi è tutto un interrogativo

ROMA – Il presidente del consiglio Conte salirà al Quirinale domani, dopo un passaggio in CdM alle 9 per comunicare le sue intenzioni di rassegnare le dimissioni. Lo si apprende da fonti di governo. Dunque per il momento sembrano aver vinti gli   “irresponsabili”, coloro che nel momento più difificle per il Paese e per il Mondo, in piena crisi pandemica hanno preferito il proprio “ego” al bene dei cittadini. Vicenda che allontana ancora di più la politica dal mondo reale. Quali sono le ipotesi per ricomporre la crisi? “Il passaggio per il ‘Conte-ter’ è inevitabile, unico sbocco della crisi scellerata”. E’ necessario all’allargamento della maggioranza. Noi restiamo al fianco di Conte”. Così i capigruppo M5s di Camera e Senato, Crippa e Licheri. “Continueremo a coltivare esclusivamente l’interesse dei cittadini”. “Per noi rimane l’obiettivo di allargare l’attuale maggioranza fondata sull’ accordo Pd, Leu e M5S nel solco del progetto delineato la scorsa settimana alla Camera e al Senato da Conte”. Così fonti di Leu (Liberi e Uguali). “Con Conte per un nuovo governo chiaramente europeista e sostenuto da una base parlamentare ampia, che garantisca credibilità e stabilità per affrontare le grandi sfide che l’Italia ha davanti”. Lo ha scritto su un social web il segretario del Pd Nicola Zingaretti dopo l’annuncio di Palazzo Chigi che il premier salirà al Colle domani per presentare le sue “dimissioni lampo”. Ovviamente l’opposizione non resta a guardare ed aspira al ritorno alle urne. “Basta pasticci, perdite di tempo, giochini di Palazzo e compravendita di senatori. Gli italiani hanno bisogno di ospedali, scuole aperte e sicure, e un anno di pace fiscale per restituire respiro e speranza a famiglie e imprese”. Così Salvini ribadisce la linea secondo la quale “non è questo il governo che può accompagnare l’Italia fuori da questo disastro”. Il leader della Lega invita a usare “le prossime settimane per ridare la parola al popolo”. Poi “per 5 anni un Parlamento e un governo serio, scelto dagli italiani, non a Palazzo”.

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