Ricerca: inquinamento, ecco perché le microplastiche restano

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PADOVA – A partire dalla metà del Novecento ad oggi nel mondo sono state prodotte circa 9 miliardi di tonnellate di plastiche e negli ultimi anni la produzione globale di questi materiali è aumentata in modo esponenziale, arrivando a circa 400 milioni di tonnellate per anno.

I fiumi ricoprono un ruolo chiave nel trasferimento delle microplastiche dalla terraferma al mare, al punto da essere definiti dei veri e propri nastri trasportatori.

Durante questo trasferimento le microplastiche possono però restare intrappolate nei sedimenti per un tempo variabile, ma possono anche assorbire sostanze inquinanti o subire ulteriori frammentazioni a causa di processi biologici e fisici. Per questo motivo la conoscenza dei meccanismi che regolano la sedimentazione delle microplastiche nei fiumi è un ambito di ricerca di estrema importanza.

Lo studio Mechanisms of microplastics trapping in river sediments: Insights from the Arno river (Tuscany, Italy), condotto da ricercatori del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e pubblicato sulla rivista «Science of Total Environment», ha analizzato i sedimenti del fiume Arno, in Toscana, allo scopo di comprendere i meccanismi che controllano il trasporto e lo stoccaggio delle microplastiche nei sedimenti fluviali.

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